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Com’è nato il mappamondo di Fra Mauro.

Intorno al 1450 fu attribuita a un monaco italiano la realizzazione di un planisfero che raffigurava l’Ecumene, ossia il mondo con le terre che fino ad allora erano note; si parla di un mappamondo antecedente alla scoperta dell’America. Tale monaco era Fra Mauro, vissuto in quegli anni principalmente presso il monastero d San Michele in Isola, nella laguna di Venezia, dove si dedicò proprio a questa creazione. Era un monaco cristiano della congregazione dei camaldolesi dell’Ordine di San Benedetto; era, inoltre, un geografo e cartografo.

L’attività di ricerca del monaco e la sua minuziosa attenzione per ogni dettaglio, ha fatto sì che nel 1460 riuscisse a portare a termine la realizzazione di uno dei più grandi capolavori della cartografia medievale noto, appunto, come Mappamondo di Fra Mauro.

Com’è fatto il mappamondo

Più che di un mappamondo in realtà si tratta di un planisfero perché è disegnato su un foglio piano molto grande (230X230 cm). Attualmente è esposto e conservato nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ma non è visibile dal pubblico. Resta, ad ogni modo, uno dei più preziosi e noti cimeli ivi conservati.

Nel dettaglio l’opera è composta da una serie di fogli di pergamena incollati su un supporto ligneo e vi sono circa 3000 annotazioni che contengono informazioni e notizie sui vari luoghi del mondo sulla base di come esso fosse concepito prima della scoperta dell’America.

Cosa lo rende unico

La particolarità è sicuramente definizione chiara e precisa del continente africano e appare evidente la circumnavigabilità del continente stesso, già mezzo secolo prima che i viaggiatori portoghesi effettivamente se ne rendessero conto. Non ci sono molte informazioni circa le fonti dalle quali Fra Mauro poté attingere.

Il disegno dell’Asia, invece, si basava sulle indicazioni dei viaggiatori come Marco Polo e Nicolò de Conti.

Un’altra particolarità di quest’opera sta, di certo, nell’orientamento scelto per la rappresentazione. Di solito le mappe orientavano il mondo da nord a sud; Fra Mauro, invece, decise di rovesciare tutto di 180° ponendo il sud in alto e il nord in basso.

Di solito le mappe medievali erano orientate lungo l’asse est-ovest perché proprio ad est, dove sorge il sole, era collocato il Paradiso Terrestre. Nel planisfero di Fra Mauro, invece, è tutto rimesso in discussione. Si pensa che la scelta di posizionare i continenti lungo l’asse sud-nord, anziché lungo l’asse est-ovest, sia dovuta all’influenza dei geografi arabi ma per loro, il sud, rappresentava la direzione sacra della Mecca, quindi ad oggi continua ad essere una scelta singolare per un monaco cattolico medievale. Ma la singolarità non finisce qui: Fra Mauro, infatti, decise anche di modificare la posizione del Paradiso terrestre ponendolo al di fuori del planisfero a differenza di tutte le altre mappae mundi dell’epoca. Tale Paradiso Terrestre, l’Eden, veniva rappresentato in termini geografici al pari di Costantinopoli, nonostante la sua collocazione fosse per certi versi a discrezione dell’immaginazione del cartografo. Il Monaco, evidentemente, non credeva nell’esistenza di un Paridiso Terrestre o, perlomeno, non credeva che dovesse essere considerato dalla cartografia per cui lo collocò al di fuori dell’ecumene. Questa scelta rappresenta una profonda rottura rispetto alla cartografia tradizionale.

Ad un passo dall’età moderna

Ancora oggi quest’opera rappresenta la più preziosa testimonianza cartografica medievale ossia di quello che, all’epoca, altro non era che il mondo che stava “per finire”; proprio così, un mondo che volgeva al termine per lasciare spazio all’avvento, di lì a poco, dell’età moderna.

I viaggi di esplorazione di Cristoforo Colombo, Vasco da Gama e Amerigo Vespucci negli annui successivi avrebbero allargato gli orizzonti e, di conseguenza, lo spazio geografico descrivibile.

Dunque, il planisfero di Fra Mauro sarebbe stato dimenticato e dismesso in quanto, a seguito delle nuove scoperte, non sarebbe più stato d’aiuto ai navigatori dell’epoca. Tuttavia, resta molto importante a livello storico quella che è la sua storia, non tanto alla vera e propria rappresentazione cartografica. Questo monaco cartografo è stato il predecessore delle moderne carte geografiche quindi il suo mappamondo sarà sempre degno di nota.


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